Per chiarirsi le idee. Qualificazione delle imprese alla luce del d.P.R 30 ottobre 2013

aprile 25, 2014
Autore:Giuliana Gresia - Avcp

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Con l’entrata in vigore del d.P.R. 30.10.2013, pubblicato in G.U. n. 280 del 29.11.2013, il sistema di qualificazione delle imprese, ai fini della partecipazione alle gare d’appalto di lavori pubblici, ha subito significative modifiche.

Di seguito, si cercherà di delineare, a vantaggio degli operatori economici e delle stazioni appaltanti, le principali innovazioni della disciplina in essere.

Punto di partenza è l’annullamento degli articoli 109, co. 2[1] (in relazione all’Allegato A e alla «Tabella sintetica delle categorie»), 107, co. 2[2], e 85, co. 1, lettera b), numeri 1) e 2)[3] del d.P.R. 5.10.2010, n. 207, disposto dal d.P.R. 30.10.2013 in parziale accoglimento del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da AGI – Associazione Imprese Generali – alla luce del parere del Consiglio di Stato n. 3909/2011 del 16.04.2013.



[1]Non possono essere eseguite direttamente dall’affidatario in possesso della qualificazione per la sola categoria prevalente, se privo delle relative adeguate qualificazioni, le lavorazioni, indicate nel bando di gara o nell’avviso di gara o nella lettera di invito, di importo superiore ai limiti indicati dall’articolo 108, comma 3, relative a:

a) categorie di opere generali individuate nell’allegato A;

b) categorie di opere specializzate individuate nell’allegato A come categorie a qualificazione obbligatoria.

Esse sono comunque subappaltabili ad imprese in possesso delle relative qualificazioni. Resta fermo, ai sensi dell’articolo 37, comma 11, del codice, il limite di cui all’articolo 170, comma 1, per le categorie di cui all’articolo 107, comma 2, di importo singolarmente superiore al quindici per cento; si applica l’articolo 92, comma 7”.

[2]Si considerano strutture, impianti e opere speciali, le opere generali e specializzate, se di importo superiore ad uno dei limiti indicati all’articolo 108, comma 3, di seguito elencate e corrispondenti alle categorie individuate nell’allegato A con l’acronimo OG o OS qui riportato: a) OG 11 – impianti tecnologici; b) OG 12 – opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale; c) OS 2-A – superfici decorate di beni immobili del patrimonio culturale e beni culturali mobili di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico; d) OS 2-B – beni culturali mobili di interesse archivistico e librario; e) OS 3 – impianti idrico-sanitario, cucine, lavanderie; f) OS 4 – impianti elettromeccanici trasportatori; g) OS 5 – impianti pneumatici e antintrusione; h) OS 8 – opere di impermeabilizzazione; i) OS 11 – apparecchiature strutturali speciali; l) OS 12-A – barriere stradali di sicurezza; m) OS 13 – strutture prefabbricate in cemento armato; n) OS 14 – impianti di smaltimento e recupero di rifiuti; o) OS 18-A – componenti strutturali in acciaio; p) OS 18-B – componenti per facciate continue; q) OS 20-A – rilevamenti topografici; r) OS 20-B – indagini geognostiche; s) OS 21 – opere strutturali speciali; t) OS 22 – impianti di potabilizzazione e depurazione; u) OS 25 – scavi archeologici; v) OS 27 – impianti per la trazione elettrica; z) OS 28 – impianti termici e di condizionamento; aa) OS 29 – armamento ferroviario; bb) OS 30 – impianti interni elettrici, telefonici, radiotelefonici e televisivi; cc) OS 34 – sistemi antirumore per infrastrutture di mobilità”.

[3]b) l’impresa affidataria può utilizzare: 1) i lavori della categoria prevalente, subappaltati nel limite massimo del trenta per cento di cui all’articolo 170, comma 1, per l’intero importo; 2) i lavori di ciascuna delle categorie scorporabili previste nel bando o nell’avviso di gara o nella lettera di invito, appartenenti alle categorie di cui all’allegato A, per le quali non è prescritta la qualificazione obbligatoria, per l’intero importo in ciascuna delle categorie scorporabili se le lavorazioni sono subappaltate entro il limite del trenta per cento riferito a ciascuna categoria; l’importo dei lavori di ciascuna categoria scorporabile subappaltata oltre il predetto limite, è decurtato della quota eccedente il trenta per cento e può essere, così decurtato, utilizzato, in alternativa, per la qualificazione nella categoria prevalente ovvero ripartito tra la categoria prevalente e la categoria scorporabile, per una percentuale riferita a tale categoria scorporabile non superiore al dieci per cento; 3) i lavori di ciascuna delle categorie scorporabili previste nel bando o nell’avviso di gara o nella lettera di invito, appartenenti alle categorie di cui all’allegato A, per le quali è prescritta la qualificazione obbligatoria, per l’intero importo in ciascuna delle categorie scorporabili se le lavorazioni sono subappaltate entro il limite del quaranta per cento riferito a ciascuna categoria; l’importo dei lavori di ciascuna categoria scorporabile subappaltata oltre il predetto limite, è decurtato della quota eccedente il quaranta per cento e può essere, così decurtato, utilizzato, in alternativa, per la qualificazione nella categoria prevalente ovvero ripartito tra la categoria prevalente e la categoria scorporabile, per una percentuale riferita a tale categoria scorporabile non superiore al dieci per cento”.

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