Disposizioni urgenti in materia di qualificazione degli esecutori dei lavori pubblici ed in materia di appalti per Expo 2015

marzo 31, 2014
Autore: Redazione

 

 

expoSulla Gazzetta Ufficiale del 28 marzo 2014 n. 73 è stato pubblicato il d.l. 28 marzo 2014, n. 47, intitolato Misure urgenti  per  l’emergenza  abitativa,  per  il  mercato  delle costruzioni e per Expo 2015. A dispetto di quanto possa evincersi scorrendo il titolo del decreto, la norma contiene anche alcune importanti previsioni in tema di appalti.

Con l’art. 12, infatti, il d.l. n. 47 del 2014, anche se con previsioni di natura programmatica, introduce importanti novità in tema di qualificazione degli esecutori, limitando grandemente le ipotesi in cui ricorre l’obbligo per le imprese generali di subappaltare le opere a qualificazione obbligatoria per le quali non si è in possesso di apposita attestazione.

L’art. 12, in particolare, detta una serie di principi (la cui concreta attuazione viene rimessa ad un apposito decreto da parte del MIT) volti a colmare, nelle more dell’emanazione delle disposizioni regolamentari sostitutive, il vuoto normativo derivante dall’annullamento degli artt. 107, comma 2, e 109, comma 2, del Regolamento appalti, disposto con il d.P.R 30 ottobre 2013 n. 72173/13 (pubblicato in Gazz. Uff. 29 novembre 2013, n. 280) in seguito all’accoglimento del Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dall’Associazione imprese generali avverso alcune norme del d.P.R. n. 207 del 2010.

Nell’ambito della definizione del suddetto Ricorso straordinario, infatti, il Consiglio di Stato, Adunanza della Commissione speciale del 16 aprile 2013 (affare n. 3909/2011), ha ritenuto fondato il motivo con cui l’AGI aveva contestato la legittimità degli artt. 109, comma 2, e 107, comma 2 ed all’Allegato A del Regolamento, nella parte in cui tali previsioni limitavano in modo discriminatorio la qualificazione e la capacità operativa delle imprese generali a favore delle imprese speciali, in conseguenza dell’obbligo per le prime di subappaltare o di costituire un’ATI per una serie numerosa ed indiscriminata di lavori diversi da quelli connotati da spiccata complessità tecnica, in violazione della disciplina comunitaria che, in tema di qualificazione e di capacità tecnica, si limita, invece, a fare riferimento ai lavori analoghi svolti negli ultimi cinque anni, con conseguente compressione della libertà di organizzazione.

Il Consiglio di Stato ha considerato il sistema normativo risultante dal combinato disposto dei menzionati articoli del Regolamento e del citato allegato A, contraddittorio ed illogico proprio nella parte in cui non considera adeguatamente che la qualificazione per una categoria OG ricomprende, nella normalità dei casi, anche l’idoneità allo svolgimento di una serie di prestazioni specialistiche che sono necessarie e complementari nello svolgimento degli interventi descritti dalla categoria generale. Tale illogicità, continua il Consiglio di Stato, appare accentuata laddove il Regolamento, nell’individuare le opere specialistiche a qualificazione obbligatoria, è intervenuto in maniera eccessivamente generica, laddove esso avrebbe dovuto operare una classificazione più dettagliata e precisa, assicurando, così, “un equilibrato contemperamento tra due opposte esigenze: da un lato, consentire all’impresa munita della qualificazione OG di potere svolgere direttamente una serie di lavorazioni complementari e normalmente necessarie per completare quello che è l’intervento che costituisce l’oggetto principale della sua qualificazione; dall’altro, imporre, invece, il ricorso a qualificazioni specialistiche in presenza di interventi, che, per la loro rilevante complessità tecnica o per il loro notevole contenuto tecnologico, richiedono competenze particolari”.

Le statuizioni contenute nel citato parere (che sostanzialmente compone la motivazione del d.P.R. di annullamento delle norme del Regolamento) impongono, dunque, di ritenere che in sede di definizione della disciplina regolamentare sostitutiva delle disposizioni annullate, il legislatore non potrà più imporre il ricorso pressoché generalizzato in capo alle imprese generali alle competenze dell’impresa specialistica.

In tale contesto si inserisce l’art. 12 del D.L. n. 47 del 2014 in commento, il quale, proprio sulla scia dei principi sopra enunciati, prevede espressamente che (anche) il decreto del MIT, nell’individuazione delle categorie di lavorazioni di cui all’All. A del Regolamento richiedenti l’esecuzione da parte di operatori economici in possesso della specifica qualificazione, introduca criteri determinativi che sappiano valorizzare al massimo l’assoluta specificità, la quale dovrà essere strettamente connessa alla obiettiva rilevante complessità tecnica ovvero al notevole contenuto tecnologico. Sulla base dei medesimi principi, inoltre, il decreto del MIT dovrà individuare anche le categorie di lavorazioni per le quali trova applicazione l’art. 37, co. 11 del D.L.gs. n. 163 del 2006 in tema di subappalto e raggruppamenti temporanei e consorzi ordinari.

Il d.l.. 28 marzo 2014, n. 47, all’art. 13, introduce anche alcune integrazioni alle disposizioni urgenti previste per Expo 2015.

L’art. 5, comma 1, lett. c) del predetto decreto, infatti, aveva previsto che ai contratti di appalto di lavori, servizi e forniture della società Expo 2015 S.p.A. si applicassero direttamente le deroghe normative previste in materia di contratti pubblici per il Commissario delegato ai sensi delle O.P.C.M. 18 ottobre 2007, n. 3623, 19 gennaio 2010, n. 3840, 5 ottobre 2010, n. 3900 e 11 ottobre 2010, n. 3901; tale norma, inoltre, consentiva alla società Expo di derogare alle previsioni di cui agli artt. 93 (Livelli della progettazione per gli appalti e per le concessioni di lavori) e 140 (Procedure di affidamento in caso di fallimento dell’esecutore o risoluzione del contratto) del Codice appalti, nonché, per le opere temporanee, all’applicazione dell’art. 127 (Consiglio superiore dei lavori pubblici).

Ebbene, con l’art. 13 in commento, il legislatore delegato ha esteso le richiamate ipotesi di deroga delle norme del Codice appalti, prevedendo che in tema di contratti di appalto di lavori, servizi e forniture della società Expo, possano essere derogate anche le disposizioni in materia di Contratti di sponsorizzazione (art. 26) e di Concessione di servizi (art. 30).

 

 

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